Prima cravatta

Non avevo mai indossato una cravatta fino a qualche giorno fa.
Da adolescente, orfano di padre, mi ero fissato.
Mi ero fissato di ignorare un intera anta dell’armadio in eredità:
piena di cravatte di tutti i tipi.
Silvia F. avrebbe detto che si trattava di un valico di montagna da oltrepassare.
Avevo scelto di far parte della corrente estetica illyana.
Negli anni ’90, a Trieste, era moderno non portare le cravatte.
Mi ricordo bene di Riccardo Illy, il Sindaco senza cravatta. Aveva fatto breccia nel mio cuore con quella venatura un poco anarchica nel suo dress-code.
In effetti, negli anni ’90 la Trieste scravattata di Illy era avant-garde tanto quanto la Silicon Valley di Steve Jobs.
Poi.
Alcuni mesi fa.
Una vocina mi dice di recuperare le mie storie.
Anzi. La vocina mi dice che qualche volta ci azzecco a rintracciare il senso forte delle storie: quelle emozioni nel narratore e nell’ascoltatore che cambiano il momento, lo rallentano, ci rendono profondamente umani e perciò connessi.
Inizio a recuperare una storia -vera- generata da quel bagaglio di cravatte di mio papà, conservato nel tempo. Prendo quella scatola, piena di colori, fantasie più o meno avant-garde, più o meno sobrie o power .
Trovo le parole che funzionano che parlano di una storia di inizio anni ’90 e, di riverbero, della mentalità locale, della politica triestina.
Scrivo la storia, la imparo e addirittura mi metto in mente di narrarla nel mio corso di storytelling di fine novembre. Mi metto in mente di mettermi una cravatta, anche.
Ecco.
Per imparare a come metterti una cravatta, nel 2017, hai due possibilità.
26024188_10156018682973210_259313660277337297_oSe sei fortunato, come Jan a San Silvestro, chiedi a tuo papà (vedi la foto di questa pagina).
Se sei il papà di Jan, cerchi i tutorial.
Mi sono scartabellato tutorial su tutorial di youtube.
La verità è che erano tutti tendenzialmente guidati da napoletani boriosi.
Ma ho dovuto capitolare e accettare la guida di napoletani boriosi.
Devo aver provato il nodo semplice freneticamente per almeno 10 giorni.
Fino al 29 novembre.
Giorno del corso.
Pensate che Alessandro Camoni, fotografo da Milano, ha scelto di venire a Trieste per il corso e scattare una foto di me con la cravatta.
Certificato, fotografato.
Vedi le foto allegate.
Tutto vero.

[In verità tutto questo è per dirvi che il primo corso sullo storytelling del territorio, organizzato da Joseph, è stato un successo, grazie soprattutto agli splendidi partecipanti. Grazie a Alessandro Camoni in particolare, per le belle foto. Tra qualche giorno, parte la second edition del corso. Muli. Poi. Se avete letto fino a qua per saperne di più di Steve Jobs… muli, sè mal. Ma io sono vostro amico ed ecco il link con la storia di Steve Jobs e del suo rapporto con le cravatte]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...